“Thriller” di John Landis

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Thriller di John Landis (1984, 15’)

Negli anni ’50 il rock’n’roll accelera la musica. Approda al cinema, ma il matrimonio delude. Non è più tempo di musical: c’è fame di ritmo, meno orchestra e melodie fulminee. Trent’anni dopo, la televisione (più stupida, dunque più efficace) inverte i fattori: non è il cinema che deve farsi musica, ma la musica che deve farsi immagine. Nasce il videoclip, micro-narrazione in quattro minuti attorno ad un divo sempre più attore e sempre meno cantante. Un inedito inter-genere dove l’elemento sonoro è solo un valore aggiunto; e il primo a intuirlo è un ballerino né bianco né nero, né uomo né donna, che non vuole invecchiare, vive di chirurgia plastica e adora Vincent Price l’immortale. Per John Landis, l’uomo che aveva resuscitato il blues e i lupi mannari, è una rivelazione: la Tv ha ucciso il cinema, la discomusic ha ucciso il rock. L’ultima storia possibile è quella di uno zombi.

(d.a.)

“Non il mio nome” sul Resto del Carlino

{   a   breve  }

casa tricolore 2

“Non il mio nome” sul Messaggero

{   a   breve  }

Michael Jackson. the time remember

ripetizione

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ripetizione

il nuovo microvideo di BAIKcinema

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“Non il mio nome” su YouTube

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non il mio nome 3La nuova versione di Non il mio nome è visibile sul canale YouTube del festival “A corto di idee”.

guarda

Jammin Upon a Poem

JAMMIN UPON A POEM

con Maria Pia De Vito, Wolfgang Puschnig, Patrice Heral, Paul Urbanek

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Alberto Burri a Castelbasso

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CASTELBASSO, Palazzo Clemente. 21 giugno – 30 agosto 2009

ALBERTO BURRI. Equilibrio Struttura Ritmo Luce

Grande classico della modernità, Alberto Burri ha saputo rievocare le angosce e le lacerazioni esistenziali del ‘900, attraverso un linguaggio assolutamente originale capace di trasformare/trasfigurare la concreta e vissuta fisicità dei materiali della realtà nella dimensione sospesa e affascinante dei suoi quadri,  che nascono da un’elaborazione formale non imposta dall’esterno, ma direttamente connessa alla natura intrinseca dei materiali.

Burri è medico e inizia a dipingere da autodidatta nel campo di prigionia di Hereford, Texas. Rientrato a Roma nel 1946, entra in contatto con l’ambiente intellettuale e artistico, avviando la sua ricerca in inediti termini non figurativi, scoprendo le potenzialità espressive dirette della materia, anche grazie a Enrico Prampolini, eclettico protagonista del secondo Futurismo. Di grande importanza per Burri è quanto Prampolini scrive nel 1944 nella sua Introduzione all’arte materica: “Si trattava di portare alle estreme conseguenze il concetto di sostituire totalmente e integralmente la realtà dipinta con la realtà della materia (…) L’arte polimaterica non è una tecnica ma – come la pittura e la scultura – un mezzo di espressione artistica elementare il cui potere evocativo è affidato all’orchestrazione plastica della materia. La materia intesa nella propria immanenza biologica, come nella propria trascendenza formale. La materia/oggetto, nei suoi aspetti rudimentali poliespressivi, dalla più umile e eterogenea (quasi relitto di vita) alla più raffinata e elaborata…”

Burri interpreta a modo suo queste indicazioni, e il suo lavoro non ha niente a che fare con Prampolini, che infatti quando vede i “Sacchi“ li rifiuta senza capirli. Fin dall’inizio Burri concepisce l’opera come oggetto autonomo, autoreferenziale, che non rappresenta altro che se stessa: le materie di cui è costituita non nascondono la loro identità, ma la esibiscono all’interno di una studiata articolazione compositiva.

Del 1948-49 sono i “Catrami“, i primi esperimenti di superficie materica, con spessori, grumi, e il dominio del nero, che con il rosso e il bianco rappresentano i suoi colori prediletti. Seguono nel 1950-51 le “Muffe“, con spesse incrostazioni sabbiose, e i “Gobbi“. Questi ultimi sono decisamente innovativi perché la superficie della tela, grazie all’inserimento sul retro di elementi duri (come dei pezzi di legno), forza la convenzione bidimensionale attraverso escrescenze che enfatizzano l’impatto fisico del quadro.

Nel 1951 firma, insieme a Ballocco, Colla e Capogrossi, il manifesto del Gruppo Origine, caratterizzato da un’opposizione al realismo, Continua a leggere…

“Non il mio nome” al Festival di Pesaro

21 – 29 giugno 2009

45° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema

Non il mio nome, il corto interpretato da Fadwa Chafer (foto) per la regia di dantealbanesi, sarà proposto al 45° Festival di Pesaro, che si svolge dal 21 al 29 giugno 2009. La proiezione si svolgerà domenica 28, ore 10 circa, presso il Teatro Sperimentale.

Prodotto da BAIKcinema e dalla Scuola Media “Cappella-Curzi” di San Benedetto del Tronto (AP), Non il mio nome racconta la visita di una ragazza in una scuola inspiegabilmente deserta.

www.pesarofilmfest.it

“Identità” di James Mangold

venerdì 12 giugno – ore 21.10 – retequattro

Anche nella gratuità più pura può affiorare, latente, una sottile visione del mondo.

Quando in una notte buia e tempestosa dieci piccoli indiani incontrano il Bates Motel, vuol dire che il cinema non vale più per la storia che racconta, ma per le storie in cui può mutarsi ad ogni istante. Identità parte con un delirante monologo in voce off su una scrivania da polizia criminale, zeppa di documenti e vecchie foto; prosegue con quindici minuti splendidamente montati a ritroso in stile Memento, lungo i quali un pugno di estranei si trovano legati da imprevedibili rapporti di causa-effetto; per concentrarsi infine nel fatidico scenario buio-chiuso-isolato, dove ogni personaggio immette il proprio film personale (poliziesco, thriller metafisico, storia d’amore…) e la gara ad eliminazione progressiva può finalmente iniziare.
Se una volta il cinema statunitense sapeva essere ammirevole era proprio in virtù di filmetti di tale fattura, che rimpiazzavano divi planetari e mezzi faraonici con folgoranti giostre narrative. Identità sbanda divertito tra generi e codici che si annullano a vicenda (perché all’origine di ogni B-movie c’è sempre Detour di Ulmer), regalando la rara sensazione del gratuito, di un’astrazione nuda emancipata da ogni messaggio sociale o psicologismo da telefilm. E stupendi embrioni di sceneggiatura buttati lì quasi con sprezzo: l’idea che dieci individui riuniti per caso siano nati lo stesso giorno e abbiano tutti il nome di uno stato; l’altra, ancor più bella, che uno sbandato incappi in un motel abbandonato, veda giungere per caso un primo cliente, e da un momento all’altro (per incoscienza? disperazione? bisogno di avere un ruolo?) si cali per sempre nella parte del “padrone”; e la sbalorditiva cornice di uno psicopatico (evidentemente cinefilo) che sceneggia nella sua mente un “film” dove far competere fino alla morte tutti i brandelli della propria personalità multipla. Quanti giallisti italiani sono in grado di partorire tre spunti così suggestivi?

Con sorprendente perizia, il copione di Michael Cooney immerge le algebre d’intreccio di Agatha Christie nella concezione postmoderna del film come mondo virtuale, parto autosufficiente di una mente demiurgica: idea che a vari livelli ha generato Providence e Shining, passando per L’Ultima Tempesta di Greenaway, fino a The Cell, eXistenZ e Matrix. Identità gioca questa partita senza timidezze e senza cercare alibi. Non certo come fa invece The Life Of David Gale, che da un lato si diverte a perderci tra piste false e vere ma dall’altro si vergogna di divertirsi così tanto, e allora tenta di giustificare tale puro piacere spacciandolo come (falsissimo) impegno progressista. Continua a leggere…

memo-festival

www.magmart.it   -   Fiore di luglio nella collezione permanente Museo CAM

www.cortoinstabia.it   -   Stella in concorso

www.cuvegliofilmfestival.it   -  Stella in concorso

www.pesarofilmfest.it  -  Non il mio nome in concorso 

www.undo.net

www.amarcort.it  -  8 / 9 ago

www.asolofilmfestival.it  -  28 ago / 6 set

www.maremetraggio.com  –  

www.milanofilmfestival.it  -  11 / 20 set

www.sedicicorto.it  -  5 / 11 ott

www.shortinvenice.net/beta/  -  20 / 24 ott

www.reggiofilmfestival.it  - 

www.artelesiafestival.net   - 

www.sottodiciotto.it  -  26 nov / 5 dic

Campari Soda

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mercoledì 10 giugno – ore 21.00

Aula Magna Scuola Media “Cappella -Curzi”

San Benedetto del Tronto (AP)

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SERATA CINEMA e SCUOLA

proiezione dei corti realizzati nell’anno scolastico 2008-2009

 

in programma

 

La scuola di Daniele

Succo di mela

Il primo giorno di scuola di Alessia

 

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ingresso libero

info dante albanesi tel. 329 615.40.38

Luca Pastore. “Tre minuti su Istanbul”