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KILL BILL vol.2

FILM DELLA SETTIMANA

domenica 25 maggio

ore 22.40

ITALIA UNO

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KILL BILL VOL. 2

di Quentin Tarantino (2004)

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Partiamo dall’antefatto: Kill Bill e Charlie’s Angels sono in fondo due versioni di una stessa ricetta che fa a tranci il cinema del passato e ce lo restituisce succulento come un hamburger e inconsistente come uno yogurt. Cucinano insomma lo stesso cibo. C’è una sola differenza: i sapori di Kill Bill possono cambiare per sempre il modo di mangiare film.
Certo, in un meta-cinema così bulimico, malato di citazionismo e voglioso di interattività, c’è posto anche per l’Eastwood di Mystic River
, che rimpiange il montaggio classico e la scrittura invisibile di John Ford; ma la verità è che Tarantino, se solo volesse, saprebbe imitare alla perfezione Eastwood (vedi alcuni momenti di Jackie Brown), mentre il contrario sembra abbastanza improbabile. Certo, siamo ormai abituati a concepire il cinema come un tessuto indefinitamente allungabile/diluibile/frammentabile, sotto forma di episodi, prequel, sequel, remake… Ma il sospetto è che questo sia uno dei caratteri costitutivi (quasi genetici) del testo filmico, sin dai tempi del Fantômas di Feuillade, dei cicli seriali di Chaplin-Charlot, di Truffaut-Doinel, Spielberg-Indiana Jones, fino al Decalogo di Kieslowski e a Heimat di Reitz. E forse la moda è ancor più remota, più o meno dai tempi dell’”Iliade” che prosegue nell’”Odissea” e nell’”Eneide”; o del Vangelo, che godette di ben tre remake e di un sequel, dove l’eroe eliminato nella prima parte cede il palcoscenico ai suoi dodici comprimari.

Torniamo al presente. Kill Bill fonde le scansioni temporali del videogioco con Leggi il resto di questa voce

KING BILL !

da “Il Venerdì di Repubblica” n.1053 del 23 maggio 2008

“King Bill” nel titolo (e confermato nell’articolo!)

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KILL BILL. black mamba = superman

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La Pixar frulla il cinema come Tarantino, e Gli Incredibili è la prima degna replica alla filosofia nietzschiana di Kill Bill. Di cosa ridono Siberius e Mr. Incredible tra di loro? Dell’autolesionista vizio dei cattivi di abbandonarsi al Monologo, dando sempre modo al buono di svignarsela. E cosa fa Bill durante lo scontro finale con la Sposa? Proprio un monologo, che non a caso riguarda i fumetti. Secondo Bill incantatore di serpenti e semiologo, tutti i supereroi nascono come esseri normali che, ad un certo punto della vita, incidentalmente o meno, acquisiscono facoltà prodigiose. C’è però un’eccezione: Superman. Lui segue il percorso inverso: è un alieno che precipita neonato sulla terra, e crescendo si vede costretto a “travestirsi” da Clark Kent, uomo qualunque. Black Mamba ed Elastigirl sono della razza di Superman. Chiudono le loro tute scucite in un armadio, si rassegnano nei panni di Beatrix ed Helen e si arrendono all’altare, e l’unica cosa che le costringe a rientrare sull’arena è la difesa della loro famiglia. Leggi il resto di questa voce

KILL BILL VOLUME ZERO

 

 

Solita storia. Per l’ennesima volta, un film annunciato dalle reti Mediaset (Kill Bill Vol. 2 di Quentin Tarantino, previsto su Italia 1 giovedì 15 maggio alle ore 23.25), pubblicizzato per giorni dai tre canali del network, annunciato (incolpevolmente) da quotidiani, settimanali e siti internet, non è poi andato in onda, sostituito all’ultimo momento dal solito programma spazzatura (in questo caso “Il Bivio”).

Pensiamo a com’era antiquata la televisione, soltanto poche stagioni fa. Nei rarissimi casi in cui la programmazione subiva una modifica, interveniva la classica annunciatrice che con sguardo supplichevole e aria contrita rivelava a bassa voce ai gentili telespettatori che la trasmissione prevista “purtroppo non andrà in onda”. Vecchi scrupoli, decadute premure di un servizio pubblico morto e sepolto. Perché nella televisione post-moderna il cambio di programmazione non è più un mero incidente, ma una precisa strategia. Il fine è ovvio. Con il sempre crescente strapotere dei canali satellitari, che monopolizzano quasi il 95% delle prime visioni, ai canali in chiaro restano le briciole, pochissimi titoli di punta da giocarsi e sui quali sperare in uno share di prestigio. E l’unica possibilità che per chi ha poche cartucce a disposizione è quella di… sparare a salve. Si annuncia dunque il film tanto atteso, lo si promuove a dovere, catalizzando l’attenzione della stampa e di milioni di spettatori… dopodichè si rimpiazza il film-fantasma con un fondo di magazzino, e al gentile pubblico gabbato si dà appuntamento alla settimana successiva. Tale strategia, com’è facile intuire, risulta doppiamente redditizia. Primo: l’attesa per il film in prima visione viene ulteriormente dilatata. Secondo: si elargiscono al programma “sostituto” un’eredità di milioni di malcapitati spettatori, che in condizioni normali (cioè di programmazione “trasparente”) non si sarebbero mai trovati a quell’ora davanti allo schermo. Leggi il resto di questa voce

kill bill vol. 2

FILM DELLA SETTIMANA

giovedì 15 maggio

ore 23.25

ITALIA UNO  

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KILL BILL VOL. 2

di Quentin Tarantino (2004)   [sostituito da “Il Bivio”]

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Partiamo dall’antefatto: Kill Bill e Charlie’s Angels sono in fondo due versioni di una stessa ricetta che fa a tranci il cinema del passato e ce lo restituisce succulento come un hamburger e inconsistente come uno yogurt. Cucinano insomma lo stesso cibo. C’è una sola differenza: i sapori di Kill Bill possono cambiare per sempre il modo di mangiare film.
Certo, in un meta-cinema così bulimico, malato di citazionismo e voglioso di interattività, c’è posto anche per l’Eastwood di Mystic River
, che rimpiange il montaggio classico e la scrittura invisibile di John Ford; ma la verità è che Tarantino, se solo volesse, saprebbe imitare alla perfezione Eastwood (vedi alcuni momenti di Jackie Brown), mentre il contrario sembra abbastanza improbabile. Certo, siamo ormai abituati a concepire il cinema come un tessuto indefinitamente allungabile/diluibile/frammentabile, sotto forma di episodi, prequel, sequel, remake… Ma il sospetto è che questo sia uno dei caratteri costitutivi (quasi genetici) del testo filmico, sin dai tempi del Fantômas di Feuillade, dei cicli seriali di Chaplin-Charlot, di Truffaut-Doinel, Spielberg-Indiana Jones, fino al Decalogo di Kieslowski e a Heimat di Reitz. E forse la moda è ancor più remota, più o meno dai tempi dell’”Iliade” che prosegue nell’”Odissea” e nell’”Eneide”; o del Vangelo, che godette di ben tre remake e di un sequel, dove l’eroe eliminato nella prima parte cede il palcoscenico ai suoi dodici comprimari.

Torniamo al presente. Kill Bill fonde le scansioni temporali del videogioco con Leggi il resto di questa voce