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“Uno come Totò” – Roman Polanski su Berlusconi

PARIGI – Al minuto 27 della chiacchierata, iniziando a parlare di cinema italiano, Roman Polanski si alza dal divano di pelle nera del suo studio e va a prendere sulla scrivania una foto ritagliata da un giornale inglese. È un’immagine di Berlusconi colto mentre sale in auto sorridente e saluta a mano aperta: “Guardi che espressione. Mi fa molto ridere questa foto ed è emblematica: ha un sorriso da clown, pare una maschera, e saluta come Hitler. E guardi il contrasto tra il suo sguardo da giullare e quello truce e solenne delle sue guardie del corpo. Dice così tanto questa foto…”.

“Onestamente io l’Italia non la capisco” prosegue il regista premio Oscar nel 2002 con Il Pianista. “Per me è del tutto impossibile prevedere dove state andando. Berlusconi sfida ogni norma, ogni regola alla base del funzionamento del Paese. È sorprendente. Una cosa che mi ha sempre preoccupato, sin da quando abitavo a Roma trent’anni fa, è che il vostro eroe nazionale, dalla letteratura al cinema – soprattutto al cinema – è sempre una specie di imbroglione. Piccoli truffatori, furbastri disonesti. Gli italiani amano questi furfanti: si danno di gomito e dicono “ah ah, guarda quello come li ha fregati tutti” (in italiano, ndr). Non so se è un’eredità dell’impero romano, ma è pericolosa. In ogni cultura c’è il personaggio un po’ mascalzone e canaglia, ma mai al livello italiano. E ora avete eletto il re degli imbroglioni: uno come Totò”…

(Il Venerdì di Repubblica, 13 novembre 2008)

Berlusconi ha Fede in Vespa

“DOTTOR FEDE, MI CONSENTA…”

“Porta a porta”, RaiUno, lunedì 15 settembre

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Berlusconi non ha confuso Bruno Vespa con Emilio Fede. In realtà sono la stessa persona. Agli occhi del padrone, i servi non hanno volto e hanno tutti lo stesso nome.

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non solo donne

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“Berlusconi mi segnalò anche attori, risulta dalle intercettazioni:

ma come mai i loro nomi non sono mai usciti?”

(Agostino Saccà, 8 agosto)

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Rotondi l’incredibile

“Corriere della Sera”, 4 luglio 2008

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Roma, 3 luglio

“La cultura azionista del giornalismo italiano impedisce la comprensione storica della Dc prima e del berlusconismo poi. Ora credono di illuminare con le intercettazioni le miserie di Berlusconi e, invece, per la gente saranno grandezze. L’Italia, infatti, parla al telefono come Berlusconi e non come Eugenio Scalfari: gli italiani scherzano, alludono, dicono pure una porcheria ogni tanto, e gli piace così”.

On. Gianfranco Rotondi (Ministro per l’Attuazione del Programma di governo)

ELEZIONI 2008

“E.V.A.” di Marco Turini  

www.marcoturini.com

www.neurocomix.it

  

  

La notizia del giorno

         

   

“Chi vota Pd non è coglione”

(Silvio Berlusconi, 4 aprile 2008)