PICENO PIETRE PAROLE

2015, DVcam, 24′ circa (in perenne lavorazione)

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(tutte le visioni del mondo sono in forma di nube polverosa)

Eugenio De Signoribus

PPP_2

regia Dante Albanesi 
fotografia e smontaggio d.a. 
supervisore critico Gianfranco Galiè 
musica Argo Past 
voci Riccardo Massacci, Eleonora Albanesi
collaborazione Enrico De Angelis, Giuseppe De Angelis, Gabriella Giulia Pulcini    
interpreti parole, pietre, piceni
produzione BAIKcinema

Un viaggio in provincia attorno ai versi di Eugenio De Signoribus, alla ricerca di paesaggi, suoni, oggetti, figure, scritte, muri, eventi grandi e minimi, disdetti e strani. 

Un documentario da strada (“Road-documentary”?), inventato giorno per giorno, che ha come unico limite (narrativo e fisico) i confini della provincia picena, il territorio più a sud della regione Marche.

A nord di un fiume, a ovest di un mare. Da un lato le montagne, dall’altro una strada. Visioni visi suoni dove ogni cosa nell’altra s’affaccia. 

P.P.P.

PPP_5

    piceno pietre parole. capitoli

  1. prologo
  2. l’anello (il tempo ruota)
  3. ogni ora da vivere
  4. case sparse
  5. le foto mai dicono il vero
  6. la gente detta attiva
  7. il sangue è vino
  8. tutto il male che posso sopportare
  9. non ho bisogno di guardare il mare
  10. la notte è degli insetti
  11. le cose prima o poi (spesso è il più fesso poi)
  12. mo’ te devo fa pijà
  13. non giungo mai in un posto
  14. la ruzzola
  15. mani sulla creta
  16. domani chissà chi saremo
  17. finale in forma di palma

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domani chissà chi saremo, quale
nome in noi consisterà
quando qualcuno a se ci chiamerà
o da distante ci additerà
come disdetti o strani

in quelle acque che superano in febbre
i loro letti ed esulando
s’incrociano e si assumono
prima in cromi incandescenti
poi in macchie spondali e via via
in vite correnti a vista e sui fondali

in quelle acque dei popoli
io, estraneo a te, ti parlerò
(così spero di te)

Eugenio De Signoribus

anello-piceno-2

Tra i protagonisti del video Piceno Pietre Parole di Dante Albanesi c’è l’Anello Piceno. Gli esemplari della foto sono custoditi presso il Museo del Territorio di Cupra Marittima (AP).

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Risalente al VI secolo a.C., l’Anellone Piceno è un oggetto tipico delle sepolture femminili rinvenute nelle necropoli Cuprenses, site a Cupra Marittima e Grottammare (Ascoli Piceno). Il loro diametro varia dagli 8 ai 22 centimetri, e un peso dai 200 grammi ai 2 chili. L’anello veniva posto sul grembo delle defunte, presentando due tipologie: anelloni a sei nodi e a quattro nodi. A loro volta i nodi si distinguono in lenticolari e a conformazione globulare.

La presenza degli anelloni si accompagna sempre a un ricco corredo, simbolo di uno status privilegiato all’interno della comunità. Alcuni studiosi hanno visto in questi reperti un simbolo di fecondità. Altri li hanno collegati al culto di Cupra, dea della bellezza e della fertilità e massima figura del pantheon piceno; secondo quest’ipotesi, le defunte sarebbero adepte di una casta sacerdotale dedita al culto della dea. Ma in mancanza di studi specifici e prove archeologiche attendibili, l’anellone piceno rimane avvolto nel mistero di una civiltà ancora da scoprire.

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