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Su Filmcritica un saggio di Dante Albanesi su Simone Massi

Pubblicato sul numero 617 della rivista cinematografica “Filmcritica” un saggio di Dante Albanesi dedicato all’autore di cinema d’animazione Simone Massi.

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“Un’ora di animazione è fatta di quattordici piccoli film”. Simone Massi a CortoperScelta

da sinistra: Enrico De Angelis, Roberto Della Torre, Simone Massi, Dante Albanesi, Giuseppe De Angelis (foto Adriano Cellini)

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“Non cerco il successo. So che per un produttore è difficile, e a volte scoraggiante, aspettare i miei tempi. Io spero che in Italia, come accade in Francia, il cinema di animazione sia un giorno considerato un lavoro retribuibile con un salario, seppur minimo…”

Sono parole del grande autore marchigiano SIMONE MASSI (nato a Pergola nel 1970), durante l’incontro, appassionante e denso di interesse, tenutosi giovedì 22 aprile presso la Biblioteca “Giuseppe Lesca” di San Benedetto del Tronto (AP), ospite del festival del cinema breve CortoperScelta, nell’ambito della “XII Settimana della cultura” promossa dal MiBAC (16-25 aprile 2010).

Dinanzi ad un folto pubblico, Massi ha ripercorso tutta la propria carriera, dagli studi all’Istituto d’Arte di Urbino al suo ultimo corto “Nuvole, mani”, presentato nel 2009 alla MOSTRA DI VENEZIA, dalla vittoria ai NASTRI D’ARGENTO 2010 alla recente candidatura ai DAVID di DONATELLO per il miglior cortometraggio, fino all’uscita del libro “Poesia Bianca – il cinema di Simone Massi” di Roberto Della Torre (edizioni CINETECA ITALIANA), tra i cui collaboratori figura l’attore di teatro MARCO PAOLINI. Leggi il resto di questa voce

“Muto” di Blu vince il festival di Clermont-Ferrand

Muto

Muto

http://www.clermont-filmfest.com/

Muto, geniale corto d’animazione realizzato da Blu, ha vinto il Grand Prix al prestigioso festival di Clermont-Ferrand (30 gennaio – 7 febbraio 09).

Nell’agosto 2008, la 6° edizione di CortoperScelta ha assegnato a Muto il 1° Premio della sezione CortoItalia.

leggi_la_recensione

www.blublu.org  –  www.cortoperscelta.it

Leone d’oro alla Pixar

A John Lasseter e ai registi della Pixar il Leone alla carriera di Venezia 2009
john-lasseterE’ stato attribuito al maestro del cinema d’animazione John Lasseter e ai registi della Disney-Pixar, il Leone d’oro alla carriera della 66° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (2-12 settembre 2009). Eccezionalmente nella storia della Mostra di Venezia, il premio celebra non solo l’opera di un cineasta, ma anche una casa di produzione.

“John Lasseter è il protagonista dell´animazione ‘occidentale’ contemporanea,” ha dichiarato il direttore della Mostra Marco Müller. “Da sempre alla ricerca del punto di fuga dove l´avanguardia (artistica, tecnologica e formale) incontra il blockbuster, autore di film magnifici – come Toy Story (1995), Bug’s Life (1998), Toy Story 2 (1999) e Cars (2006) – Lasseter non ha solo contribuito in modo fondamentale a riposizionare il cinema d´animazione come una delle grandi forze espressive del nuovo millennio, ma è diventato uno dei simboli della tradizione preziosa, vitale e inventiva del grande cinema hollywoodiano”.

www.pixar.com

Una delle più commoventi sequenze del cinema contemporaneo: il critico gastronomico Anton Ego assaggia la Ratatouille. Le madeleine di Proust al tempo del digitale. Alla ricerca del sapore perduto.

“Child” di BLU


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Il nuovo straordinario video di BLU, l’ autore di Muto.
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“Sisjphus” di Marcell Jankovics

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Marcell Jankovics (Budapest, 1941) firma la sua prima regia nel 1964 con Szilveszteri legenda (La leggenda di San Silvestro). In seguito alterna un’intensa attività professionale (serial, film per ragazzi, art direction per film altrui) a opere specificamente d’autore. Fra le prime di questo tipo compare Sisjphus (1973), che descrive gli sforzi di un uomo per sospingere in cima ad una montagna una pietra che si fa sempre più grande e pesante; il pregio di questo cortometraggio è soprattutto lo splendido disegno bianco e nero in perenne trasformazione. Nel 1973 Jankovics realizza Janos Vitoz (Giovanni il prode), primo lungometraggio d’animazione ungherese, basato su un racconto del poeta nazionale Sandor Petofi, il cui personaggio centrale Janos è una specie di Robin Hood ungherese.