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Pipilotti Rist al Moma

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In the closing days of Pour Your Body Out (7354 Meters), Pipilotti Rist’s ravishing wrap-around video atrium installation at MoMA, the place has been packed every day. Mothers have been making playdates in the atrium, letting kids run around while they gather on the large round couch. Visitors bring computers and work here, or listen to iPods, or chat or doze or read.

Last Monday I got an intriguing mass e-mail from the artist Cheryl Donegan and the poet Kim Rosenfield, announcing an unsponsored impromptu event called “MoMA Yoga,” led by Alexandra Auder. (Auder, a yogi, is the daughter of Andy Warhol’s superstar Viva and underground-video phenom Michel Auder.) I couldn’t resist. On Friday night, I arrived to find the darkened atrium teeming with hundreds of people; Rist’s wonderful droning, chanting soundtrack filled the air with drowsy delirium, and her images of gigantic naked floating bodies, lush undergrowth, and water filled the walls. A few minutes before the appointed starting time, a dozen or so people, almost all women, shed their coats to reveal work-out clothes. At 7:00 p.m., the tall, fit, and charismatic Auder, outfitted in a gold-lamé leotard and striped leggings, announced that she was leading a free yoga class. She chanted three long loud oms and began.

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Pipilotti Rist. “Pour Your Body Out” al MoMA

Il celebre museo di arte moderna di New York ospita l’ultima opera dell’artista svizzera. Una monumentale videoinstallazione che immerge il visitatore in un mondo immaginario.

Pour Your Body Out (7.354 Cubic Meters), un video inedito proiettato dal 19 novembre 2008 al 2 febbraio 2009 al Moma di New York, su una schermata gigantesca di 8 metri per 61.

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“Questa temeraria installazione risponde pienamente alle aspettative del museo”, ha dichiarato il suo direttore Glenn Lowry. Pour Your Body Out è un miscuglio innovatore di scultura, arte spaziale e video, che trasfigura l’atrio gigante del museo e produce immagini di incredibile bellezza.

Secondo il curatore dell’esposizione Klaus Biesenbach, Pipilotti Rist ha reso indissociabili la propria opera e il museo che la ospita. Il MoMA ha acquistato l’installazione, che ora fa così parte della sua collezione.

Fra i progetti dell’artista nel 2009, l’arrivo nelle sale cinematografiche del suo primo lungometraggio, intitolato Pepperminta.

Pipilotti Rist. “I’m not the girl who missed much”

Pipilotti Rist (Schweizer Rheintal, Svizzera). Realizza video, lungometraggi, performance, musica, combinando le varie forme artistiche in installazioni di grandi dimensioni, in cui elementi sonori e visivi si fondono in un’opera che seduce lo spettatore. Nel suo lavoro i diversi linguaggi sono assorbiti e rielaborati in tono ironico, focalizzando l’attenzione su soggetti tipicamente “femminili”, quali la casa, il corpo, la vita emotiva. Temi privilegiati sono la differenza fra i sessi e l’identità femminile, espressi con stile anticonvenzionale, visivamente lussureggiante e psichedelico. L’artista concepisce le sue opere come clip acide, spesso aggressive, introducendo elementi di disturbo quali striature, colori intensi, flussi, vibrazioni, dissonanze sonore. Le immagini vengono manipolate fino ad ottenere effetti ambigui, oscillanti fra televisione, video e cinema. Le sue opere sono state esposte nei maggiori musei internazionali e in rassegne internazionali quali le Biennali di Lione, Istanbul, Kwangiu e Venezia, dove ha rappresentato il suo paese con l’opera Homo Sapiens Sapiens. Vive e lavora a Zurigo.