DAMIEN HIRST. lo squalo restaurato

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Uno squalo di 4 metri immerso in una vasca di formaldeide. E’ una delle creazioni più celebri dell’artista inglese Damien Hirst: The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living (“L’impossibilità fisica della morte nella mente dei viventi”).
Venne esposta per la prima volta nel 1992, alla Saatchi Gallery di Londra. Sfruttando la suggestiva luce naturale della mostra, Hirst sospese lo squalo in una vasca al centro della sala, congelata in un nuoto statico, ma eternamente pronta a frantumare la teca e scavalcare il confine tra Arte e Realtà, tra morte e vita, magari divorando il primo visitatore che si trovava davanti.
Accadde però l’imprevisto: poco dopo lo spettacolare debutto, lo squalo di Hirst cominciò a marcire. Già nel 1997, per la mostra “Sensation”, erano chiari i primi sintomi di decadenza. Si scoprì allora che da tempo il mostro marino aveva cominciato a decomporsi dall’interno, probabilmente a causa di un errore nella somministrazione della formaldeide. Dal ’93 ne rimaneva intatta solo la corteccia esterna.
squalo-hirst-2.jpgNel 2003 The Physical Impossibility of Death viene venduta a Steve A. Cohen, un collezionista del Connecticut. A questo punto, su consenso di Cohen, Hirst decide di sostituire lo squalo, importando dall’Australia un esemplare delle stesse dimensioni. L’opera “restaurata” esordisce nella mostra “Re-Object“, tenutasi dal febbraio al maggio 2007 alla Kunsthaus di Bregenz (Austria).
Due differenze fondamentali: il nuovo esemplare è mezzo metro più corto del suo simile, mentre le fauci sono ancora più spalancate, come sul punto di assalirci. In questa nuova versione Hirst ha voluto accentuare l’oscuro senso di minaccia incarnato dall’animale: quasi una divinità pagana, la materializzazione delle nostre paure più antiche.

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Pubblicato il 17 gennaio 2008, in scritture, visioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. smettiamola di chiamare ARTE queste stronzate! E’ soltanto un animale “imbalsamato” punto e basta. E’ evidente che la critica d’arte contemporanea è priva di intelligenza, di sensibilità, di capacità estetica ed è altrettanto evidente che anch’essa è caduta miseramente nelle varie seduzoni che ormai imperano in questa società occidentale: lo spettacolarismo ad ogni costo, il virtuale contro il reale, l’artificiale contro il naturale…, bisogna cambiare rotta, ritornare all’ARTE autentica, quella che ci hanno insegnato pittori dei tempi passati,…impressionisti, espressionisti….,quelli erano artisti non gli Hirst non i Cattelan, pseudoartisti furbetti che sguazzano nella m…… e per di più la vendono! Ricordo la provocazione che Manzoni già negli anni sessanta fece producendo scatolette con scritto “merda d’artista”…….Svegliamoci!

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