Pazienza-Prévert. Mostra alla Palazzina Azzurra

pazienza prevertPrévert. Disegni di Andrea Pazienza è il titolo della mostra (curata da Barbara Di Cretico), che si terrà alla Palazzina Azzurra  di San Benedetto del Tronto dal 25 luglio al 3 settembre 2009. Non soltanto un’illustrazione dei più celebri versi di Prévert, ma anche un’opera che li integra e li arricchisce, raccolte in un quaderno inedito (anch’esso esposto alla Palazzina) che Pazienza illustrò nell’estate 1973, a soli 16 anni, dedicandolo al suo primo insegnante nel liceo di Pescara, il mitico Sandro Visca (poi ritratto in tante storie).

Alla mostra saranno esposte 17 tavole in pannelli ingranditi, ispirati a tre componimenti di Prévert (“Tentativo di descrizione di un banchetto in maschera a Parigi, Francia”, “Lo spazzino (balletto)” e la pièce teatrale “Entrate e uscite”). Le tavole sono accompagnate da una storia ambientata sulla spiaggia di San Benedetto, dal titolo Sogno e di due quadri a colori: l’autoritratto di Andrea e il ritratto di sua cugina Barbara.

Prévert e Pazienza: due artisti egualmente popolari e anarchici, sperimentali e vernacolari, violentemente antiborghesi e iper-romantici, audaci e fortemente comunicativi. Dopo aver attraversato il secolo, Prévert si è spento proprio nel 1977, quando il disegno originalissimo di un talentuoso ragazzo di San Benedetto del Tronto, appena sedicenne, esplose sull’onda della tenera e violenta sovversione di quell’anno. Paz morì tragicamente appena 11 anni dopo, simbolo di una generazione che, come scrisse Tondelli, “non ha mai realmente creduto a niente, se non nella propria dannazione”. Una dannazione raccontata con leggerezza, fantasia e senso del comico. In ogni tavola di Pazienza e in ogni verso di Prévert percepiamo sempre questo amore “così violento, così fragile, così tenero così disperato” per tutto ciò che il Potere e le Maschere sociali negano. Maschere che nascondono il vuoto (memorabile la maschera da “fiala puzzolente”), donne funeree e ghignanti, uomini tristissimi e ottusi, un universo rutilante e ripugnante pieno di caos e candore.

Il disegno di Paz emana un’energia straordinaria che piacque subito a Fellini (per il quale disegnò il manifesto de La città delle donne). Pochi come lui hanno saputo rappresentare l’orrore e la violenza, senza mai perdere di vista l’utopia e la bellezza. I linguaggi brutali di un’epoca sono reinventati attraverso un segno iperbolico e grottesco, che metabolizza i più disparati modelli figurativi: Jacovitti e Disney, le avanguardie, l’Heins Edelmann di Yellow Submarine, in mezzo a Snoopy, uomini-pipa, capitalisti in cilindro, guerriglieri, l’Uomo Mascherato… Un immaginario antico e attualissimo, fatto di personaggi storici, entità fiabesche, oggetti animati, citazioni, frammenti, Magritte e Alice

In occasione della mostra, è in uscita il libro Jacques Prévert di Andrea Pazienza (edizioni Fandango), fumetti inediti con prefazione di Fernanda Pivano.

Palazzina Azzurra – viale Bruno Buozzi, 14
San Benedetto del Tronto (AP)
25 luglio – 3 settembre 2009
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orario: tutti i giorni ore 18- 24, lunedì chiuso
Ingresso gratuito

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