“SHEENA IS A PARASITE” di Chris Cunningham

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Lei è immobile, sembra osservare qualcosa davanti a sè. Un evento strano, che la inquieta. All’improvviso prende a scuotere il capo, impazzita. Il ritmo cresce, e cresce questa strana e nevrotica danza. Una forte luce stroboscopica violenta la scena. La ragazza sembra scagliarsi contro l’obiettivo che la filma, il suo vestito bianco si solleva. Mostra qualcosa. Ma solo per un istante, non riusciamo a capire. Sembravano viscere, tentacoli… Il volto si deforma in un urlo di terrore, brandelli di carne schizzano verso la cinepresa. È un parto. Poi la musica sale ancora, la testa della ragazza continua a vibrare, fino ad essere investita dai frammenti di carne. Inghiottita dall’oscurità che la circonda. In un minuto e 40 secondi, Chris Cunningham ci dà una straordinaria rappresentazione concettuale della malattia, dell’eterna insicurezza del corpo, della paura che tutto ciò che ci circonda possa essere infetto.  

(d.a.)

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