“Mimmo Rotella, Opere dal 1955 al 2005” è il titolo della prima antologica che Perugia dedica al grande artista recentemente scomparso.
L’esposizione è allestita a Palazzo della Penna dal 15 marzo al 4 maggio 2008, con la curatela scientifica di Luca Beatrice. Esposti 48 lavori, tra cui i celeberrimi “décollages”, che ripercorrono le tappe di uno stile personalissimo, sottolineando la feconda produzione dell’ultimo periodo. Le opere realizzate dopo il 2000, messe a confronto con gli esordi degli anni ‘50 (antecedenti ai décollage), appaiono altrettanto sorprendenti e vitali. Segno che a volte l’anagrafe mente, e che l’arte continua a essere specchio della voglia di vivere.
Mimmo Rotella nasce a Catanzaro nel 1918. Nel corso della carriera conduce ricerche in vari ambiti, dalla pittura alla fotografia, dalla poesia fonetica agli assemblaggi di oggetti eterogenei, dalla musica d’avanguardia alla scrittura. Nella biografia “Autorotella” (1972) si propone come un moderno dandy che fa dell’arte uno stile di vita. L’intuizione che lo ha reso famoso, il décollage, risale agli anni ’50: passeggiando per le strade di Roma, Rotella nota i numerosi manifesti pubblicitari che rapidamente conquistano gli spazi urbani, cambiando radicalmente la percezione del paesaggio. Inizia così a strappare dai muri la crosta indurita dei cartelloni sovrapposti e a lacerarli. Successivamente, con i doppi décollages, Rotella trafuga i manifesti e li strappa in studio, dopo averli incollati su tela.
“Io incollo i manifesti, poi li strappo: nascono forme nuove, imprevedibili. Ho abbandonato la pittura da cavalletto per questa protesta. Se avessi la forza di Sansone incollerei Piazza di Spagna con certe sue tinte autunnali, morbide e tenere, sui piazzali rossi al tramonto del Gianicolo”.
Nel 1960 Rotella aderisce al Nouveau Réalisme, movimento artistico europeo fondato da Pierre Restany, al quale aderiscono Arman, Christo, César e Yves Klein. Nel 1963 elabora le prime opere di Mec Art (arte meccanica), stampando immagini fotografiche su tela emulsionata. Tra il ‘67 e il ‘73 realizza gli “Artypo”, stampe riprodotte su tela o su supporti di plastica rigida. Degli anni ‘80 è la serie “Blank”, dove ricopre i manifesti con fogli bianchi o comunque monocromi, esattamente come avviene per la pubblicità scaduta o fuori legge. Alla fine degli anni ‘80 giungono le sovrapitture: slogan, brevi frasi e motti anonimi ispirati al graffittismo, dipinti direttamente su cartelloni strappati e applicati alla tela.
È nota la passione di Rotella per il cinema: celeberrimi gli omaggi alle icone di Hollywood e Cinecittà, da Marilyn Monroe a Sofia Loren, da Marlene Dietrich alla pornodiva Moana Pozzi. Le ultime opere sono dedicate alla stagione cinematografica in corso: segno dell’inesausta curiosità di Rotella per tutto ciò che di nuovo gli appare sotto gli occhi.
La mostra di Perugia punteggia un itinerario lungo mezzo secolo, dai primi “retro d’affiche” del 1955 agli ultimi grandi manifesti realizzati poco prima della morte, avvenuta l’8 gennaio 2006 a Milano.
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c bien
COLLAGE&DECCOLAGE……..
TEMPO FA AVEVO DEDICATO UN DECOLLAGE A GRANDE MIMMO R.
SE VI INTERESSA VEDERE LA FOTO VE LA INVIO ALLA VOSTRA MAIL………..QUANDO LA RICEVERO…….
SALUTI DONADONI S